Cibo e asfalto

Strade affollate di gente.
Semafori che sono solo un consiglio
Cibo meraviglioso in qualunque angolo della strada
Napoli? No, Bangkok!

Giusto qualche prima impressione sulla capitale della Thailandia:

1. accettate cibo da qualsiasi sconosciuto. Ogni metro di marciapiede ci sono dai due ai sei banchetti che preparano qualcosa da assaggiare. Il problema è riuscire a mangiare tutto senza riempirsi troppo. Al prossimo angolo ci saranno altri sconosciuti che spadellano altre cibarie che dovranno essere assaggiate.
– vecchio bicentenario e il suo pad-thai in foglia di banano vicino al molo di Ratchawong (il vecchio è mobile con il suo carretto dotato di monoruota… non è facile trovarlo! unico indizio: la ressa intorno a lui, fa un pad-thai che non si racconta)
– signora con figlio che fa l’insalata di papaya, tanto buona e tanto piccante da far piangere davanti l’IT centre a Pantip Plaza
2. l’omino che segnala il verde pedonale corre sui semafori di Bangkok. Non sono impazzite le lucine, è un consiglio. I semafori pedonali durano dai 6 agli 8 secondi, dopodiché diventano rossi e non c’è giallo che possa ammortizzare la situazione
– per i tuk-tuk o siete clienti o siete degli ostacoli semoventi che farebbero meglio a togliersi di torno; per tutti gli altri, siete solo degli ostacoli semoventi che farebbero meglio a togliersi di torno
– se vi trovate a camminare sul marciapiede di una strada a senso unico, attenti a tutti quelli che giustamente usano il marciapiede per andare nell’altro senso!
3. l’Italia ha il gorgonzola, la Francia il brie, il Giappone gli umeboshi… la Thailandia ha i durian!
– è morto il gatto su quella sedia? no, il gatto sta bene nel paese dei siamesi (sono tutti seccherelli i gatti, però non si lamentano e la gente li lascia dormire un po’ ovunque)… è il banchetto di frutta poco più avanti a fare quell’odore!
– durian, talmente puzzolenti da essere vietati in metro e nei locali chiusi
– durian, gialli e mollicci ti ingannano facendo la faccia da mango ben sigillati nella loro bustina, troppo tardi scopri la verità
– durian, saranno tanto amati dai locali, eppure non ho ancora visto nessuno mangiarne uno… a parte me e Giulio, che eravamo alquanti perplessi e sono stata l’unica cosa che non abbiamo divorato in 5 giorni di viaggio gastronomico (cestino poco più in là si è beccato il nostro durian, e mi dispiace per quelli che abitano lì sopra!)
4. l’albergo nel cuore della zona cinese di Bangkok ci ha insegnato che
– Chinatown è il quartiere che non dorme mai! è troppo impegnato a mangiare… siamo passati alle 7 del mattino e: la signora friggeva in olio imbrunito, il signore coi baffi apriva cocco, il bambino inscatolava fette di cocomero, la vecchietta arrostiva polpette, la tipa cotonata inspiedava calamari, il trans preparava granite, …
allora siamo passati alle 2 del mattino del giorno dopo e: la signora friggeva ancora con più veemenza in olio nero, il signore coi baffi apriva cocco sopra una pila di cocchi già bevuti, il bambino inscatolava fette di cocomero mentre ormai usciva dalla pubertà, la vecchietta arrostiva polpette e ancora un po’ e muore sulla griglia (ma sorride sempre), la tipa cotonata finiti i calamari si era messa a inspiedare pesce-surimi-ostriche-granchi, il trans preparava granite ormai tenuto in piedi solo dal fondotinta, …
– i Thailandesi mangiano in continuazione. Non c’è stato un solo momento della giornata, con temperature dai 20 ai 40 gradi, pioggia monsonica, siccità o neve che non ci fossero nuguli di persone intente a masticare succhiare addentare leccare ingoiare
5. il cinema in Thailandia, come dice la lonely, è una roba seria, prima dello spettacolo c’è un filmato musicale di 10 minuti di pura propaganda di regime del nuovo millennio con animazioni, inno nazionale, collage di foto e stacchetti video di inaugurazioni, visite ufficiali e sorrisi reali a tutto schermo
e detto questo, per ora me ne vado a dormire che domani si va a Ayutthaya!
V.

1 Commento

  • giulai Posted 8 Agosto 2011 15:22

    ma che meraviglia!!!!ancora. ancora e ancora!!!

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