tra Bangkok e Ayutthaya

e mentre cerco di ignorare le notizie della manovra fiscale di tremonti che mi arrivano dal sito di repubblica, continuo a raccontare qualche cosina della thailandia.

Impavidi come non mai, giorni fa ci siamo avventurati alla stazione di Hua Lampong (vicino vicino Chinatown, cioé casetta) e armati di due biglietti da 15Bath siamo saliti su di un treno di terza classe diretti a Ayutthaya, già capitale del regno del Siam!
I treni in Thailandia vanno a Benzina. Mettiamo le cose in chiaro subito e bene. Fanno più fumo di un motorino piaggio modificato e smarmittano come il peggiore SH con miscela misto benzina-olio di palma. quindi la mia immagine molto eco di questo viaggio (niente aereo per valerio e giulio! tantomeno bus o taxi!) è andata a farsi friggere… vabbé.
Il viaggio in treno però è stato molto interessante (come poteva non esserlo): mentre un continuo struscio di omini e donnine armate di lattine-nocidicocco-risoglutinoso-acqua-frutta-anatremorteappeseperilcollo-succhi-curry-esevuoitifriggoquellochetiparenellapadellachehogiustoquiconme (poi non ditemi che non ricorda un po’ un meraviglioso treno partenopeo) c’era tutta una interessante popolazione nel mio vagone.
Accanto a me avevo un ragazzetto senza scarpe che si è addormentato nello stesso istante in cui si è seduto e che è miracolosamente sceso alla sua fermata dopo un’ora di sonno ininterrotto: giulio seduto davanti, che si è addormito nel momento stesso in cui si è seduto e che sono miracolosamente riuscito a svegliare per la farlo scendere alla sua fermata dopo un’ora e quaranta di viaggio; nei posti davanti tre favolose vecchiette intente in questi mestieri mentre il treno deragliava lentamente un po’ a destra e un po’ a sinistra con asiatico equilibrio tao:
1. si sono girate il medaglione ovale di una di loro con dentro la foto del marito (amante-figlio-precedente identità prima dell’operazione da uomo a donna?) vestito da militare, commentando ammirate quanto gli donassero i baffi (non chiedetemi come l’ho capito, ma era chiaro che parlavano dei baffi del caro estinto, in alternativa dei loro, ma voto che parlassero dei baffi del tipo nella foto che era molto baffuto)
2. hanno mangiato banane fritte, dragon fruit, riso al curry e quelli che sospetto fossero peperoncini crudi, ma voglio credere fossero fagiolini perché non vedo come possano essere sopravvissute, mandando giù acqua, succhi e poco ci mancava pure l’olio del tipo che friggeva
3. hanno osservato, valutato e commentato praticamente ogni passeggero a portata di allungamento di collo e strizzamento d’occhio (io devo aver ottenuto un commento positivo visto che poi si sono sbracciate per farmi capire che eravamo arrivati ad Ayutthaya)
Subito dietro le tre indaffarate un bambino ciccione giocava con mia somma invidia con una playstation portatile (io avevo dimenticato il mio libro di Benni in albergo) mentre la madre lo infornava di riso fritto con pollo e gamberetti. Sono andati avanti per quasi quaranta minuti, superando due livelli del gioco e spazzolando una cosa come 4 etti di riso, 30 gamberetti e almeno quattro petti di pollo. Dietro di loro una schiera di alieni morti a mitragliate e mortaretti.
Dietro il bambino ciccione due signore sniffavano felici il loro viaggio verso nuovi lidi.
Che intendo per sniffavano? proprio questo, sniffavano.
Perché in Thailandia non si fuma (a parte i turisti ricordo forse tre thailandesi che fumavano), qui si sniffa il vicks inhaler o qualcosa che sembra balsamo di tigre. Ma non tanto per farlo o per farsi passare il raffreddore no, è una specie di sport nazionale. Praticato con costanza e dedizione.
Nel post prima dicevo che ovunque mangiano? Bé se non mangiano sniffano, e i più smaliziati mangiano E sniffano tutto nello stesso momento.
Ma attenzione, ci sono due tipi di sniffatori (e le due signore in treno presentavano ognuna una tipologia di sniff):
1. il tipo da vasetto tipo balsamo tigre, modello classico-rurale diciamo – tiene il vasetto in mano con dita molli, nervosamente agguanta il tappo e lo testa, lo accarezza dolcemente e lo stringe, poi lo svita un po’, poi lo riavvita, infine lo svita del tutto e si lascia scivolare il coperchio di plastica, con abilità copperfieldiana, nel palmo della mano, e avvicina con vaghezza il barattolo al naso, corteggiandosi le nari con fare disattento, l’occhio rivolto altrove, un lieve sorriso soddisfatto sul viso mentre si aromatizza i tre centimetri quadrati d’aria di fronte. Avanti e indietro, avanti e indietro e uno e due e uno e due, un lieve valzer asburgico aromatizzato. Infine (possono passare dai 30 secondi ai 30 minuti in questo modo, dipende dal grado di padronanza del mezzo) ficca un dito (se parliamo di una donna), o la lunga unghia del mignolo (se parliamo di un uomo) e si porta la sublime pasta odorosa sul labbro superiore o sulla tempia per una spalmatina finale. Riavvita il tappo ed è già pronto per ricominciare (di solito nel giro di due minuti massimo è di nuovo all’opera)
2. il secondo tipo di sniffatore è quello da stick, più moderno, usa muoversi in ambienti maggiormente urbanizzati, non di rado è la commessa o il commesso che ti sta vendendo a prezzi gonfiati la sciarpina di seta. Lui tiene la stecca sempre in mano, tipo un pistolero del far west con la sua pistola o un bullo di strada con il suo coltello a serramanico: quando meno te lo aspetti, mentre ti sta parlando o mentre aspetta tranquillo l’ascensore accanto a te, la mano scatta fulminea, un leggero clic generato dallo scivolare sapiente del pollice fa uscire dal suo involucro l’inhaler, lo porta con movimento lento e aggrazziato alla frogia e aspira delicatamente (i più sfacciati del tipo da inhaler si tappano anche l’altra narice), e respira con vigore, sniffando a tutto spiano. tutto il mestiere viene compiuto senza interrompere un attimo la qualsiasi attività che lo impegnava precedentemente. come lo sniffatore da balsamo tigre, la pausa tra un botta e l’altra non dura quasi mai più di due minuti.
Per tornare al treno, dietro di me sentivo chiacchierare animatamente cosa che mi aveva incuriosito alquanto, ma dopo un massaggio troppo energico avevo un po’ di torcicollo e non potevo girarmi quel giorno a sbirciare e ascoltare con più attenzione.
Scrivo un sacco di cavolate e poi non racconto niente dei posti che ho visto… ma vabbé tanto quelli sono un po’ ovunque, li raccontano in tutte le salse e molto meglio di me, quindi vi lascio alle sapienti parole di wikipedia su Ayutthaya, ridente cittadina con tempi kmer! (delle vertigini a salirci sopra che non ve le raccomando, pari solo agli attacchi di claustrofobia a infilarcisi dentro per scendere nella minuscola camera interna, dove il concetto di 40 gradi centigradi con tasso di umidità oltre il 95% è un fatto violentemente concreto).
V.

3 Commenti

  • giulai Posted 14 Agosto 2011 12:14

    😀

  • bunny Posted 13 Settembre 2011 22:02

    Bello il tuo blog, me lo linko e lo leggerò quando avrò un po' più di tempo.

    B.

  • Valerio Posted 13 Settembre 2011 22:04

    ciao Bunny!
    grazie del commento e buona lettura!

    V.

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