Perché le piume al pride?

la mia risposta al post di Sivan Kotler su Internazionale*

È vero quello che dici sulla varietà e colore della comunità omosessuale. Che è composta di meravigliose drag queen con tacchi a spillo e piume di struzzo, così come di famiglie con bambini forniti di ciuccio.
Ma l’esuberanza non è segno di una radicale immaturità. Non sempre almeno, e non credo lo sia per le manifestazioni omosessuali come i gay pride. Il movimento omosessuale occidentale moderno ha iniziato i suoi primi passi con grande sobrietà: manifestazioni in giacca e cravatta, gonna e camicetta, cartelli grigi e spenti in cortei che giravano in un cerchio silenzioso.
Ora che il movimento omosessuale è maturo, ora che le rivendicazioni sono cresciute (figli, matrimonio e tutele) e non ci si limita più alla semplice rivendicazione di riconoscimento (“non potete ignorare il fatto che esistiamo”), trovo giusto, sano e maturo essere vari, colorati ed esuberanti. Non si può ancora chiedere una sobria accettazione, si deve andare oltre o si rimarrà sempre fermi.
Inoltre ci sono motivi gravi che mi spingono a pensare che si debba anche essere sopra le righe ed eccessivi. Un ragazzo viene picchiato perché porta i pantaloni rosa. Una ragazza viene inseguita e insultata perché porta la camicia a scacchi e i capelli corti. Un altro viene additato dai genitori perché non ha ancora deciso se vuole essere un maschio o una femmina o nessuno dei due. Queste persone non possono difendersi, ma io sì. Per questo io porterò i pantaloni rosa per quel ragazzo e metterò anche una bella corona di piume di struzzo per rendermi più visibile. La mia amica si vestirà da motociclista, si raderà e arriverà in piazza con il sigaro in bocca. Insieme a quindici amici andremo a ballare, cantare e lanciare baci in strada.
E non solo perché ci diverte ma anche perché servirà al prossimo ragazzino che avrà paura di indossare i pantaloni rosa. Vedere noi lo aiuterà a pensare che non è solo. Che è suo diritto non vivere nella paura. E quando queste persone usciranno dal loro armadio di timori allora anche loro vorranno urlare a più non posso per liberarsi di tutto quello che non hanno detto. Tutto il pride in festa farà rumore, ballerà e canterà per arrivare a farsi ascoltare da tutti.
Non si lotta solo per le famiglie arcobaleno, si lotta anche per quelli che vogliono solo essere liberi di esprimersi senza doversi preoccupare. Si lotta anche per la persona che vuole essere eccessiva perché essere eccessiva, diva e provocatoria è la sua gioia. Perché possa farlo ogni volta che ne senta il bisogno.
Le donne non hanno lottato per il diritto al rispetto del loro corpo solo se chiuso in un bel vestito coprente. Le donne hanno lottato per avere il diritto di girare in minigonna e con una bella scollatura aspettandosi rispetto e tutele ogni giorno. Questo vuole il movimento omosessuale.
Per questo trovo preoccupante il consiglio di Vladimir Luxuria a nascondersi se non si è famosi.
Se oggi una persona LGBTI può essere famosa senza nascondersi non deve ringraziare Elton John o Robert Mapplethorpe, Ellen DeGeners o RuPaul.
Deve ringraziare tutte le persone di cui non ricordiamo il nome e che hanno manifestato in strada, in qualsiasi modo ritenessero giusto, per i diritti che ritenevano fosse giusto dare a tutti.
V.

 

 

*Sivan dice questo: “Non è forse vero che l’esuberanza, quando eccessiva, è piuttosto spia di una radicale immaturità? Eppure non si può certo dire che i gay al giorno d’oggi siano immaturi, anzi. In questo senso sarebbe forse auspicabile optare comunque per una maggiore sobrietà, soprattutto in occasione di una manifestazione così rappresentativa di una comunità variegata e colorata quanto la sua bandiera.”

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