Volevamo essere uguali?

Volevamo essere uguali?

è diventata un po’ complicata.
nel senso che anche io non so bene cosa pensare, se incazzarmi, festeggiare, festeggiare incazzato, prendermela con quella fazione politica o con l’altra o far finta di niente.
in una settimana abbiamo avuto tutti gli ingredienti di un piccolo film di fantapolitica.
giochi di corridoio, protagonisti telegenici, dichiarazioni in aula accorate e urlate, oscuri discorsi da equilibristi, scandalosi SMS rivelati a metà proiezione e colpi di scena sul finale.
e alla fine è un po’ difficile uscire dalla sala cinematografica e dire se c’è piaciuto.
ancora di più riprendere contatto con la realtà e realizzare che si è fatto un teatrino sulla vita delle persone, e che tutto questo ci riguarderà per un sacco di anni.
cerco di tirare le somme e parto da una cosa che forse è un po’ alla base della questione per quanto mi riguarda: il matrimonio in Italia andrebbe rinnovato.
perché è patriarcale, sessista, filocattolico e monogamo.
ma la questione è di principio: i diritti uguali per tutti, poi ne parliamo tutti insieme di come renderli migliori.
quindi sì, volevo il matrimonio. e non me l’hanno dato. non mi hanno voluto caricare su questa carretta anni ’50 piena di testosterone, incensieri e ruoli.
e allora cosa mi trovo in mano?
senza stare a pensare al nome che gli hanno dato, che diritti mi dà?
il comma 20 della legge fa un riassunto facile: dice che al fine di tutelare diritti e doveri, “le disposizioni che si riferiscono al matrimonio” in tutte le altre leggi, e quelle che contengono le parole “coniuge” e “coniugi”, si intendono applicate alle persone che si uniscono civilmente.
quindi, a parte le eccezioni, ogni legge che si applica ai coniugi, si applica anche a chi si unisce civilmente.
dove sono le differenze? perché è sempre sulle differenze che ci si incazza.
– non c’è alcun riferimento o processo facilitato per l’adozione del figlio del partner
quindi se mi unisco civilmente a qualcuno che ha già un figlio, non c’è nessuna procedura agevolata affinché io possa adottarlo a mia volta. orribile e discriminante. da un punto di vista pratico, comunque, i tribunali minorili già concedono l’adozione del figlio del partner senza fare troppi casini. il governo dovrebbe essere il motore di crescita e adeguamento delle leggi di un paese, noi facciamo al contrario. le famiglie arcobaleno esistono già e esisteranno ancora, così i loro figli. non siamo stati in grado di tutelare quei bambini e ce la faranno pagare perché saranno loro a diventare grandi e noi a essere vecchi. e avranno tutte le ragioni del mondo.
– l’obbligo di usare il cognome del marito
orribile retaggio patriarcale in cui la donna viene passata da maschio a maschio.
e poi diciamocelo, questa faceva casino comunque. nel caso di due uomini quale si sarebbe usato? quello di chi ha più barba? o quello del più alto? o con i piedi più grandi?
e nel caso di due donne… boh… quello del suocero con più peli nel naso forse.
insomma questo obbligo di usare il cognome del marito già fa schifo per i matrimoni, che ce lo siamo tolti dalle scatole nelle unioni civili mi sta molto bene.
– l’obbligo di fedeltà
eccoci di nuovo con le questioni sessiste. questo obbligo di fedeltà è legato a doppio filo a una roba che non si usa più e che è il delitto d’onore. m’hai tradito? te sparo e la legge mi protegge. valeva soprattutto per gli uomini che potevano fare fuori la moglie fedifraga, ma in qualche caso è valso anche per le donne. comunque una roba che non dovrebbe essere scritta da nessuna parte e sono molto contento di non doverla leggere ancora.
la fedeltà di una coppia è la fedeltà ai principi che si sono dati. non a un principio aprioristico che qualcun altro ha scelto per noi.
– la possibilità di sciogliere l’unione se questa non si è consumata
e vabbè di cosa stiamo parlando? consumata vuol dire sesso e vuol dire prole. forse anche in questo caso possiamo lasciar stare e chiederci come mai il matrimonio ancora dica ‘ste boiate.
le altre due sono robe che una non gliene frega niente a nessuno: la pubblicazione del matrimonio; l’altra non la vorrebbe nessuno: sei mesi/un anno di separazione prima di poter divorziare, si passa a tre mesi.
e poi l’ultima che non si fila nessuno: l’obbligo di essere di due persone dello stesso sesso.
il che vuol dire che gli eterosessuali sono discriminati e non possono accedervi.
bene. ho fatto il riassunto. e ho anche capito come mi sento.
le unioni civili così come sono mi piacciono, seppur con la gravissima mancanza dell’adozione del figlio del partner che lede i diritti del bambino.
per il resto mi sembrano molto più evolute del matrimonio e il fatto che non vengano concesse agli eterosessuali mi fa incazzare quasi quanto il resto perché ci vedo la chiara volontà di obbligarli a fare numero per essere sicuri che il matrimonio così com’è, vecchio baraccone del passato, non si svuoti di significato e si passi a un paese delle unioni civili.
quindi sono contento perché sento di aver finalmente dei diritti in più, sono molto scontento perché sono arrivati con una dose di discriminazione e dibattito politico omofobo da far paura.
e torno all’inizio del discorso. il matrimonio non mi piace e non mi interessa, ma deve essere un diritto di tutti o rimarrà solo uno schifoso privilegio per pochi.
quindi da domani si torna in piazza a urlare “matrimonio ugualitario”.
e nella piazza accanto, insieme a tutti gli eterosessuali che da oggi conoscono la parola discriminazione per orientamento sessuale, a urlare “unione civile ugualitaria”.
V.
—-

 

grazie a questo articolo de il Post che mi ha molto aiutato a ragionare su questi temi e dal quale ho preso le righe sul comma 20 http://www.ilpost.it/2016/02/25/cosa-prevede-adesso-legge-cirinna/

2 Commenti

  • Emanuele Corsi Posted 26 Feb 2016 12:51

    Non saprei. Per quanto sia perfettamente d'accordo con te sulla necessità di svecchiare il matrimonio (che già come parola è antiquata, io lascerei il "matrimonio" alla Chiesa e mi prenderei l'unione civile per tutti coloro che vogliono unirsi laicamente) trovo che la mancanza del famoso obbligo di fedeltà rappresenti, nelle intenzioni di chi l'ha voluta, un ulteriore smacco. Un dire "tanto quelli so' animali, facessero come je pare". Un modo di non equiparare all'Unione quella vera, una santa cattolica e apostolica, che fanno le persone per bene.
    Quindi per quanto alcune norme (o l'assenza delle stesse) rendano l'unione civile sicuramente più avanzata dell'attuale matrimonio civile, i motivi che ci sono dietro sono secondo me altamente offensivi. Tu dirai chissene, e forse hai ragione, ma dopo tutto quello che si è visto e sentito in queste settimane non posso fare a meno di pensare a una ulteriore ghettizzazione – suffragata poi dal fatto che questo tipo di unione sia consentita solo tra omosessuali.

  • Andrea Posted 14 Mar 2016 21:22

    Ciao,
    Scusate ma sono in disaccordo con entrambi. Tutto il rumore fatto da politici e media su queste dannatissime unioni civili le hanno fatte passare come una cosa "per gli omosessuali" dimenticando che in realtà le unioni civili sono, come qualsiasi altro diritto, pensato in origine per essere di tutti. Le unioni civili sono un diritto diverso e ulteriore rispetto al matrimonio. Va da se che il contenuto del matrimonio e il contenuto delle unioni civili sia diverso, perchè sono cose diverse! Andrebbe rinnovato il matrimonio? Ovvio, è palese a tutti! Le unioni civili dovrebbero essere "per tutti"? Ovvio come dovrebbe essere il matrimonio? La cosa che davvero mi fa arrabbiare e delude è che tutta questa manfina delle unioni è stata venduta come "la soluzione finale per gli omosessuali"! Boiata. Senza voler fare autocelebrazione, ho scritto un post in merito, http://leggitralerighe.eu/2016/02/07/cirinna-e-matrimonio-gay/ dove riassumo il mio pensiero in merito!

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