Intoccabili

Mai avuta la crisi da pagina bianca, però sperimento di tanto la crisi da blog in bianco.
Non è il primo libro che annuncio in uscita, eppure ogni volta non so bene che dire.
Forse che è un libro che è arrivato come Stranizza, con le parole di un amico che raccontavano una storia.
E magari che quelle parole mi hanno commosso e conquistato fin dalle prime battute.
Potrebbe dare un’idea raccontare che riprendere in mano quella testimonianza e metterla su carta è stato un processo faticoso e meraviglioso, che mi ha fatto tanto male quanto bene. 
Che ho un amico meraviglioso, che si chiama Roberto e che con i suoi modi gentili e i suoi occhi blu ha il coraggio di partire con Medici Senza Frontiere per affrontare emergenze mediche di cui altri non vogliono nemmeno sentire parlare.
Potrei dire che Roberto ha vissuto sulla propria pelle la più grande epidemia di Ebola di cui abbiamo traccia.
Che l’epidemia che ha colpito l’Africa Occidentale lui non l’ha letta sui giornali, ha contribuito a contenerla.
E poi alzare l’asticella come ha fatto Intoccabili, quando alla voce di Roberto si è unita quella di altre persone, di altri operatori umanitari che non conoscevo e che mi hanno dato comunque un pezzo della loro storia, del loro viaggio verso paesi lontani e malati dove il loro arrivo poteva fare la differenza.
Di come parola dopo parola si è composto un quadro complesso, umano e terribile.
Sì, penso che le voci che mi hanno accompagnato mentre le trasformavo in libro siano il modo migliore per dire che Intoccabili sta arrivando.
Roberto, Alessia, Luca, Fanshen, Umberto. Quattro persone che ho avuto la fortuna di conoscere.
Intoccabili esce il 9 marzo con Marsilio e so che è stupido che un autore dica che il proprio libro vale la pena, ma se pure non l’avessi scritto, sono sicuro avrei voluto leggere le testimonianze di queste persone meravigliose.
V.

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