Defying gravity

Dopo ventuno giorni passati a fare lo zio, e a scrivere molto poco, mi ero arreso all’idea che toccava tornare a casa, appendere al chiodo pannolini e ciucci e rimettersi a lavorare seriamente sul nuovo romanzo che il maledetto non si decide a scriversi da solo.

Con animo molto poco allegro me ne vado in aeroporto con l’anticipo minimo necessario a farcela con una corsetta finale per non perdere il volo. Considerando che le ultime volte i mezzi di trasporto parigini mi avevano fatto fare ritardi mostruosi mi sono dovuto sganciare dal dormiente marmocchio ben prima di quando avrei voluto.
In ogni caso, arrivo in questo dannato Charles de Gaulle con animo molto poco allegro e mi metto in fila per i controlli sicurezza.
Mi ferma una simpatica signorina che si avventa sul mio trolley come un’aquila su un lemming color tortora su un campo di neve.
“Monsieur, venga per cortesia,” mi dice con aria accondiscendente.
E il monsieur va. La rapace agguanta il minuscolo trolley e lo schiaffa su un’impietosa bilancia e sopra ci mette pure lo zaino in cui stava il computer con il quale scrivo.
Ora il peso è un problema per molti. Il mio trolley non è da meno.
“Monsieur! Désolée…”
La bilancia segnava in ROSSO, giuro, in rosso lampeggiante: 14,90kg. Il limite per il bagaglio a mano è 12kg.
Denotando una gravissima mancanza di tatto mi passa un adesivo rosso fuoco con scritto con un bel pennarellone nero il peso in chiari numeri, così che tutti potessero vedere.
Prendo il mio povero bagaglio sovrappeso e me ne vado, coda tra le gambe.

Coda tra le gambe, ma non sconfitto!
Giro l’angolo con aria lesta furtiva. Prendo possesso di un paio di sedili e sotto lo sguardo attento di una signora intenta a sferruzzare apro il trolley in sovrappeso e lo zaino cercando di capire come mettere in atto una dieta degna del giorno prima di una sfilata di moda.
E comincio facendo proprio quello che non si fa il giorno prima di una sfilata di moda.

Mangio: due mele; un panetto di tofu (addentando la confezione, chiaramente pensata per essere impossibile da aprire senza forchetta, coltello e maggiordomo) da 250gr e mezzo litro d’acqua. Il tutto in meno di tre minuti.
Butto: spazzolino vecchio, infradito (porto il 49 di piede, il pese delle mie scarpe è sempre un tema), tutti gli scontrini accumulati durante il periodo parigino insieme a biglietti di metro, volantini di teatro, rivista di un cinemino che mi piaceva andarci ma tanto ormai, miscellanea varia.
Indosso: maglione di lana sopra la felpa, sciarpa. Ho pensato di indossare anche i regalini bebè comprati per un’amica che ha appena avuto una figlia, poi ne ho avuto pena.
Ho guardato il computer, quel ciccione pesa chiaramente sui 2kg, ma sono rinsavito in tempo.
Infilo nel cappotto: caricabatteria del cellulare, caricabatteria del computer, power bank, dentifricio, chiavi di casa.
Richiudo tutto e saluto la signora che cercava di non farsi notare, ma teneva un ferro da calza stretto in pugno pronta a difendersi.
Con valigia smunta smagrita e io che ero preda di un’indigestione e un colpo di calore insieme arranco fino ai controlli sicurezza.

Nonostante l’evidente trattamento subito dal mio bagaglio, aveva a quel punto una linea invidiabile, la rapace mi blocca di nuovo chiedendo se il monsieur può raggiungerla nell’angolo della vergogna dove tutti potranno vedere la pesata.
Quella specie di Shylock moderno agguanta trolley e zaino e butta tutto sulla bilancia, pronta a chiedere la mia libbra di carne.
12,04kg. Lampeggiante. Di rosso.
Lei mi guarda. Io la guardo. Lei mi scruta. Io la scruto.
Osserva la valigia, poi il blocchetto degli adesivi della vergogna.
E infine parla.
“Monsieur, buon viaggio.”

Espiro, mi asciugo il sudore dalla fronte, per il colpo di calore o la tensione non so, raccatto la mia roba e arranco verso il controllo sicurezza. Con un’ultima occhiata furtiva alle mie spalle controllo che la rapace non mi stia guardando e svuoto il cappotto nel vassoio mentre mi preparo a passare il metal detector.
Tutto il resto è ormai storia. Sono tornato a Roma e mi è tornato il magone da zio.

Sto casino per non pagare 30€ di bagaglio in stiva? No! Attenzione a non fare un così banale errore di valutazione.
Tutto questo per non farsi dire che si è troppo grassi per volare!
In che mondo crescerebbe quel bambino se per una questione di peso si limitassero le possibilità delle persone?
No? Non sono credibile?

… vabbè d’accordo, non mi andava di imbarcare il bagaglio, pagare 30€ e poi doverlo pure aspettare alla riconsegna bagagli. Che palle, no!?

V.

2 Commenti

  • Daisy Posted 28 Feb 2018 13:09

    Grande zio Valerio, che mondo sarebbe senza di te?

    • Valerio Posted 25 Mag 2018 11:08

      ahahaha 😀 un mondo con bagagli a mano più leggeri!

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