Non credo a una sola parola quando Mama-san racconta il suo passato, ma sono delle storie belle e molto tristi. Condite di nomi strani e di un’atmosfera delicata. Mi piace molto ascoltarla raccontare. Quando parla del suo passato assume un atteggiamento diverso, tiene sempre gli occhi socchiusi e muove le mani e le braccia come in una danza.

In una casa Okiya alla periferia di Roma un gruppo di ragazzi vive sotto la protezione di una Mama che li avvia alla prostituzione. I racconti ammantati di mistero della Mama tentano di dare poesia a una vita che non ha nulla di delicato. Sette di loro raccontano in prima persona una quotidianità scandita da prestazioni sessuali e situazioni al limite del surreale. Il precario filo che li lega verrà spezzato dall’efferato omicidio di uno di loro che li costringerà a fare i conti con le proprie fragilità e il proprio passato.

Consigliato a un pubblico maturo.

Davide e Adriano

« Quando ho visto la neve ho capito che dovevo uscire. Non cade spesso la neve su questa città di sassi e fascisti, non poteva che essere un segno, un messaggio che mi diceva ‘è ora di uscire’. E così ho fatto. » – Adriano

Le recensioni dei lettori

Uno spaccato di vita, anzi di sette vite, capace di parlare al contempo di dolore e violenza, fragilità ed emozioni. 70 pagine dopo la prima, mi sembrava di vedere il mondo con occhi diversi.

Anna Lena

La consapevolezza che questi ragazzi sono veri è stata dolorosa. Ho letto il libro a tappe, non riuscivo ad andare avanti. La loro angoscia e il disperato desiderio di amore sono sciabolate nella nostra vita sicura, lontana da una realtà che invece fa parte dello squallido quotidiano di tanti. Eppure da tutta quella sofferenza emerge una dignità fiera e dolorosa, un desiderio di affermare il diritto a vivere, ad aspirare comunque a un posto in un mondo orribile.

Rosnav

Crudo e spietato come la vita di questi ragazzi, mi è stato difficile leggerlo, ma l'ho amato e apprezzato proprio per la sua realtà! Ben scritto, ben raccontato questo mondo difficile! Bello, molto bello, lo consiglio !

Manuela

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« Non sapevo cos’era quella donna sul trabiccolo a ruote, non sapevo come venivano chiamate in giapponese, ma una cosa la sapevo: era quella l’immagine che volevo vedere quando mi specchiavo, quella la creatura che sentivo di essere. » –Mama-san

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